Home / Cinema / FAST & FURIOUS 6

FAST & FURIOUS 6

C’è un momento, dopo circa un’ora di film, in cui Fast & Furious 6 raggiunge l’apice di spettacolarità con una “parata” di Vin Diesel. Trenta minuti più avanti, la prova che il protagonista abbia pensato al gioco del calcio per nuove coreografie viene confermata da una testata in tuffo, diretta a uno dei cattivi. Sono momenti che provocano qualche sorriso con un retrogusto adrenalinico.

Il sesto capitolo del franchise (che chiude l’arco narrativo di una seconda trilogia) è la dimostrazione che la saga è costruita chirurgicamente per assicurare il massimo dello spettacolo. Veramente precisi sono i tagli fatti sulla sceneggiatura: a questi protagonisti basta uno sguardo intenso e un’unica battuta per delineare lo stato d’animo e offrire allo spettatore una panoramica del loro passato, presente e perfino dove andranno in futuro. I muscoli degli eroi (e il loro carisma) si alterna alla bellezza delle donne e alla combattività di quest’ultime. Le “pupe” di Fast & Furious, infatti, sono vitali alla riuscita di questa nuova missione impossibile. Così necessarie che a un certo punto tutte entrano in prima linea nell’azione, scavalcando gli alpha male. La bella scena del combattimento tra Michelle Rodriguez e Gina Carano all’interno della metropolitana di Londra si allontana anni luce dai classici “catfight”, diventando uno dei più riusciti duelli corpo a corpo tra donne visti negli ultimi tempi.

Dietro la macchina da presa Justin Lin (qui al suo ultimo film della saga) scatena un carro armato in piena autostrada, ma realizza qualcosa in più di un mero film fracassone. Il suo Fast 6 è la prova che nuove coreografie action possono ancora essere scoperte. Facendo ruggire i motori e sfrecciando a tutto gas, Lin alza il dito medio al concetto di azione incarnato dai vari Michael Bay: a lui non serve fare saltare per aria ogni set o far scivolare la camera costantemente sui corpi mezzi nudi delle attrici che incarnano personaggi con poco cervello. Una volta penetrata la barriera kitsch che avvolge l’intera confezione, lo spettacolo diventa sexy: azione e sensualità vanno costantemente di pari passo, perfino il cattivo interpretato da Luke Evans (qui l’intervista esclusiva) gronda sensualità. E poi, naturalmente, ci sono le automobili. E le location. Le macchine si inseguono questa volta in pieno Piccadilly Circus: Fast 6 è infatti il terzo film che ottiene il permesso per girare nella zona di luci londinese.

Il cliffhanger è incluso: Dom Toretto tornerà, il consiglio è quello di restare seduti durante i titoli di coda per un’ultima sorpresa.

Check Also

Il Passato Recensione

Il Passato Recensione

Il passato (Le Passé) è un film di genere drammatico della durata di 130 min. …

Lascia un commento